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Risponde
Pasquale Ruju
QUALI SONO LE PRINCIPALI FONTI D'ISPIRAZIONE DELLA SERIE? |
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L'ambientazione marsigliese viene
sicuramente dalla mia passione per i romanzi di Jean-Claude Izzo,
autore di "Casino totale", "Chourmo.
Il cuore di Marsiglia" e "Solea", una
trilogia che vede all'opera Fabio Montale, un poliziotto atipico
immerso in storie di malavita che hanno proprio la sua città,
Marsiglia, come autentica protagonista. Attraverso le pagine di Izzo
si respira l'aria del capolouogo provenzale e un'atmosfera
malinconica che non manca di affascinare il lettore.
Mi sento debitore anche nei confronti
di Jean-Patrick Manchette (autore, tra gli altri, di "Un mucchio di
cadaveri" e del recente "Pazza da uccidere"), |
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di classici del giallo
come "Grisbi" di Albert Simonin e "Rififi" di Auguste Le Breton,
per non dimenticare il bellissimo "Duri a Marsiglia" di Gian Carlo
Fusco.
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E NEL MONDO DEL CINEMA? QUALI SONO I REGISTI CHE HANNO
INFLUENZATO IL TUO MODO DI RACCONTARE?
Amo il cinema e cerco di "rubare" i segreti di
alcuni registi che hanno raccontato per immagini grandi storie "noir", ma non
solo: François Truffaut, ad esempio, autore dell'inquietante "La sposa in nero"
ma anche e soprattutto di film che si concentrano sul rapporto tra uomo e donna
come "Jules e Jim" o "La signora della porta accanto"; Luc Besson e il suo "Leon",
violento e romantico al tempo stesso; John Frankenheimer e Michael Mann, autori
di "noir" moderni come, rispettivamente, "Ronin" e "Collateral". Mi piace il
montaggio serrato dei film di Tony Scott. Tutti questi potrebbero essere i
registi ideali per un ipotetico (ma non si sa mai…) film su Demian.
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COME TI SEI TROVATO A LAVORARE SU UNA MINI-SERIE, UNA FORMULA
EDITORIALE CHE NON ERA ANCORA STATA INAUGURATA ALLA SERGIO BONELLI
EDITORE NEL MOMENTO IN CUI È INIZIATA LA PRODUZIONE DI DEMIAN?
A mio parere una mini-serie dà al suo autore
l’occasione di lavorare all’interno di una struttura chiusa, con una continuità
tra le storie molto stretta. Ciò permette di tenere la narrazione dell'intera
vicenda sotto controllo e di darle, forse, un'impronta più personale rispetto a
collane di ampio respiro tra le cui pagine si alternano, quasi
obbligatoriamente, diversi sceneggiatori.
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DA DOVE NASCE IL NOME DEMIAN
E COME È STATO SCELTO?
Non è stato facile trovare
il nome al personaggio. Cercavo qualcosa di evocativo, adatto
all'immagine che avevo in mente e alla rappresentazione su carta che
ne aveva dato Alessandro Poli. Non doveva essere un nome anglosassone
e, ovviamente, andavano evitate somiglianze con quelli di altri
protagonisti di fumetti già pubblicati. Per arrivare al nome giusto ho
fatto ricerche su Internet, sfogliato romanzi, elenchi telefonici
francesi e persino un "libro dei nomi" bretoni. E Demian è proprio un
nome bretone, l'equivalente del nostro Damiano. Mi è sembrato
perfetto! Una volta scelto, ho scoperto che "Demian" è anche il titolo
di uno splendido romanzo breve di Hermann Hesse che però è di genere
completamente diverso da quello della nostra serie.
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IL VOLTO DI DEMIAN SI
ISPIRA A QUELLO DI QUALCHE ATTORE? |
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Inizialmente, con Alessandro Poli,
abbiamo cominciato a definire l'aspetto di Demian avendo come
riferimento l'affascinante attore Vincent Perez (molto popolare in
Francia, meno noto da noi) che ha recitato in pellicole come "Cyrano
de Bergerac", "Al di là delle nuvole", "Il Corvo 2", "Il Tulipano
d'Oro". Pian piano, però, Demian si è distaccato dal suo modello. I
lineamenti sono cambiati, i capelli, la statura, la corporatura, il
taglio degli occhi sono diventati originali, unici, sotto la matita
ispirata di Alessandro. Ora, nella versione definitiva, potremmo
dire che Demian assomiglia solo a se stesso. Questo sembra, tra
l’altro, aver facilitato il lavoro dei disegnatori. |
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Tutti, infatti, hanno “azzeccato” la
fisionomia del nostro eroe praticamente al primo colpo. E poi ognuno di loro
l’ha fatta propria, arricchendola di espressività e personalità in un modo che
mi ha lasciato sorpreso e soddisfatto.
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